Aggiornato al 17/2/2003
FEBBRE BOTTONOSA

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E' UTILE INFORMARSI SUI PERICOLI DELLA FEBBRE BOTTONOSA

Il Dr. Giovanni COMINO, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'ASL16: una malattia senza conseguenze se non la si sottovaluta.

Abbiamo intervistato il Dr. COMINO, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'ASL 16 sulla "Febbre Bottonosa", malattia che "avvelena" il rapporto tra l'uomo e gli animali domestici, e la cui rilevanza pare in crescita negli ultimi anni.

- Si sente sempre più spesso parlare delle zecche come pericolosi parassiti dei nostri animali domestici. Ma c'è veramente un rischio per l'uomo?

L'uomo dalle zecche degli animali domestici può contrarre la FEBBRE BOTTONOSA, zoonosi (patologia di origine animale, N.d.R.) sostenuta dal Rickettsia conorii ormai diffusa endemicamente nel bacino del Mediterraneo dove ha fatto registrare una presenza superiore a 10 casi su 100.000 abitanti. Per l'uomo la Febbre Bottonosa mediterranea è una malattia infettiva considerata generalmente benigna; in realtà il 10% dei casi può avere serie complicanze. Infatti negli ultimi anni ha mostrato una particolare gravità con quadri clinici severi: nel 1999 sono stati riportati in Italia alcuni casi mortali.

- Che cosa è la Rickettsia?

Le patologie infettive da Rickettsia nell'uomo comprendono una varietà di quadri clinici causati da microrganismi parassiti intracellulari obbligati, in grado di moltiplicarsi in una o più specie di artropodi (insetti tra i quali la principale è la zecca), oltre che nell'uomo e in altri animali. Le zecche e piccoli animali selvatici costituiscono il serbatoio naturale, mentre l'uomo, inserendosi accidentalmente nel ciclo, finisce per interrompere la catena di trasmissione della malattia.

- Dove è principalmente diffusa la malattia?

In Italia è diffusa nelle regioni mediterranee ed al Nord, soprattutto in Liguria, dove le zecche sono assai numerose. In questi ultimi anni però si sono avute varie segnalazioni di malattia anche nel Cuneese.
Come mai proteggiamo i cani dalle zecche soprattutto in estate?
Perché la maggior incidenza della malattia si ha proprio in estate, stagione in cui questi parassiti sono più numerosi ed attivi.

- Ma allora come ci si infetta?

La trasmissione della malattia all'uomo avviene principalmente tramite il morso di una zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus) considerata vettore ed amplificatore dell'infezione; è noto che non ne risulta infettante solo la saliva, ma può realizzarsi la trasmissione dell'infezione anche attraverso le uova. Se si tiene conto che le Rickettsie possono persistere nelle zecche fino a 18 mesi e che una zecca può deporre fino a 3000 uova, si comprende come avvenga facilmente la diffusione su vasta scala dell'agente infettante.
Sottolineo che comunque non è trasmissibile da uomo a uomo.

- Cosa si avverte quando si è punti?

Si è punti per lo più nelle gambe. La Rickettsia, veicolata con la puntura della zecca attraversa la cute ed entra nei vasi sanguigni. Diffondendosi nei vari organi provoca alterazioni dovute a lesioni dei piccoli vasi di tipo infiammatorio e trombotico. Il periodo di incubazione della malattia, cioè il tempo che intercorre tra la puntura della zecca con conseguente penetrazione del germe e l'inizio dei sintomi della malattia, è di circa 5-7 giorni (eccezionalmente anche 18 giorni).

- Come ci si sente?

La malattia inizia bruscamente con malessere generale, febbre elevata, mal di capo, intensi dolori muscolari, soprattutto agli arti inferiori, mancanza assoluta di appetito, lingua asciutta e patinosa, talora epistassi (sanguinamento del naso), bruciore agli occhi ed obnubilamento dell'apparato sensorio.
In corrispondenza del punto in cui si è subita la morsicatura, nel 50-60% dei casi si nota una piccola lesione cutanea, di colore grigio-bruno o nerastro, rotondeggiante, larga da pochi millimetri a cm 2 circa di diametro, circondata da una zona intensamente arrossata, talora pruriginosa. Questa lesione dura circa una decina di giorni e per lo più è localizzata a livello degli arti inferiori. Dopo due-quattro giorni compare un esantema cutaneo, cioè un'eruzione della pelle, diffuso su tutta la cute.

-Come si diagnostica la Febbre Bottonosa?

La diagnosi si basa su criteri epidemiologici (stagionalità estiva, presenza di cani parassitati nell'ambiente frequentato dai pazienti), su criteri clinici (caratteristica lesione cutanea, carattere peculiare dell'esantema, intesa mialgia degli arti inferiori) e su dati di laboratorio.

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Come si cura e qual è il decorso della malattia?

Si usano antibiotici. Le moderne terapie antibiotiche hanno abbreviato a meno di una settimana la durata della fase acuta della Febbre Bottonosa, fatta eccezione per i casi complicati. Ordinariamente la malattia termina con la guarigione dei pazienti.

- E' una malattia che si può prevenire?

Per la prevenzione occorre predisporre programmi di intervento che puntino ad un duplice obiettivo:
- igiene personale
- igiene ambientale e degli animali domestici
Relativamente al primo punto è necessaria la sensibilizzazione nei confronti del problema con adeguate campagne di informazione visto che la migliore protezione contro le malattie trasmesse da zecche è rappresentata da una grande cautela nelle zone infettate e da una particolare attenzione ai primi segni di malattia.
Per quanto riguarda l'igiene ambientale e degli animali domestici, bisogna puntare al risanamento delle zone infestate da zecche ed al controllo su vasta scala delle popolazioni acarine (gli organismi animali di dimensioni infinitesimali, responsabili della trasmissione di malattie ed allergie) che attualmente sta conoscendo livelli seriamente preoccupanti, non solo per i riflessi sulla salute umana, ma anche nei confronti della salute animale.
La presenza sul mercato di prodotti farmaceutici specifici ed estremamente efficaci ha semplificato la lotta a questa parassitosi. E' sufficiente, ad inizio primavera, far indossare al proprio cane uno specifico collare antiparassitario per garantire la totale assenza di parassiti per l'intera stagione. E' fondamentale intervenire all'inizio del ciclo riproduttivo delle zecche (primavera) per non doversi trovare a far fronte a milioni di zecche nei mesi estivi.
Per animali che mal tollerano i collari (gatti per es.) esistono spray che con un trattamento mensile garantiscono un'ampia azione antiparassitaria.

- L'ASL è attiva in questo campo?

Stiamo organizzando un convegno di livello nazionale, finanziato dalla Regione e stiamo diffondendo al pubblico un libretto sul tema.

- Ci vuole dire qualcosa più in dettaglio?

In seguito ad alcuni casi di Febbre Bottonosa nella zona di competenza dell'ASL 16 è stata condotta un'indagine sierologica sulla popolazione canina di quella specifica area geografica, con la conclusione che la diffusione endemica dell'infezione era da correlare alla massima infestazione da ectoparassiti.
La ricomparsa di casi umani negli anni seguenti, ha evidenziato la necessità di affrontare il problema interdisciplinare della malattia e della sua gestione territoriale, in maniera omogenea e coordinata su tutto il territorio con il coinvolgimento di varie figure professionali interessate (Medici di Base, Igienisti, Laboratoristi, Veterinari…).
Il Convegno, che si terrà al Santuario di Vicoforte il 1 Marzo 2003 propone un momento di confronto tra operatori dei servizi ospedalieri territoriali e di base con l'Università, per fare il punto della situazione sul controllo della malattia in termini di corretta impostazione della profilassi.
Si tratta di un'iniziativa di alto profilo, nella quale terranno relazioni ricercatori ed operatori, che portano la diretta esperienza maturata sul campo. Ha ricevuto il riconoscimento come attività formativa qualificata dal Ministero ed il patrocinio anche di altri Enti e della Regione.

- Ed il libretto?

E' stato realizzato in collaborazione interdisciplinare dei Medici e Veterinari del Dipartimento di Prevenzione dell'ASL 16, grazie ad un finanziamento della Regione.
Lo stiamo diffondendo gratuitamente presso le Farmacie, gli studi dei Medici di base e le strutture dell'ASL 16. E' intitolato "La Febbre Bottonosa", è impostato in un linguaggio divulgativo con vari disegni chiarificatori; contiene consigli utili e semplici da seguire. E' una pubblicazione che informa e che spiega come evitare o uscire senza danni dalla "febbre".
Ne esiste anche un'edizione più tecnica destinata agli operatori, che sarà presentata al Convegno del 1° marzo.

( redatto a cura dell'Addetta all'URP - ASL 19, Silvia Donini)

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