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SPENTA
LA FIACCOLA DEI XX GIOCHI OLIPICI INVERNALI
L'IMPEGNO
DEI VOLONTARI A.N.P.AS. ITALIANI
Il 26 febbraio si sono ufficialmente chiuse le Olimpiadi invernali
di Torino 2006, è giunto quindi il momento di ricordare
il percorso che è partito da molto lontano, nel tempo
e nello spazio.
Da
un punto di vista temporale la data d'inizio risale al 10
aprile 2003, giorno in cui venne sottoscritta con il TOROC
- Comitato per l'Organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali
di Torino 2006 - la convenzione che sanciva la partnership
fra il volontariato Anpas e i Medical Services dell'ente organizzatore
dei giochi per la gestione sanitaria dell'evento.
Il "viaggio di avvicinamento" in senso geografico
è stato invece lungo ben 10.075 chilometri, quelli
percorsi dalla fiaccola olimpica, partita da Roma l'8 dicembre
e giunta a Torino dopo esser stata portata da oltre 10.000
tedofori cui Anpas ha garantito l'assistenza sanitaria - con
un'ambulanza ed un equipaggio ad ogni tappa - lungo tutto
il tragitto. Nella Regione Valle D'Aosta il percorso della
fiamma è stato assistito grazie all'impegno della "Federazione
Regionale delle Associazioni di Volontari del Soccorso".
Per garantire efficacia ed efficienza a Torino è stata
predisposta, immediatamente dopo la firma della convenzione,
una specifica rete organizzativa, coordinata dalla segreteria
regionale dell'Anpas e formata da referenti interni alle singole
Associazioni piemontesi e da coordinatori provinciali. Essa
ha consentito di raccogliere la candidature di circa 1.500
volontari e la piena collaborazione di 53 associazioni piemontesi
già operanti nell'ambito dell'emergenza sanitaria 118
regionale.
L'iniziale coinvolgimento delle sole organizzazioni piemontesi
è derivato dall'indicazione esplicita di garantire
servizi sanitari conformi alle caratteristiche formative sancite
dalla Regione Piemonte, in cui è resa obbligatoria
la certificazione regionale delle competenze acquisite nei
percorsi formativi dei volontari operanti nella Regione a
mezzo autoambulanza nell'ambito dell'emergenza sanitaria 118.
Il sistema ha visto un suo primo, esteso "collaudo operativo"
nel corso del 2005, con i cosiddetti Test Events. Si trattava
di competizioni tese a saggiare, sulle singole gare e specialità
(e nei differenti siti), il pieno funzionamento di tutta la
macchina organizzativa allo scopo di attuare e implementare,
ove necessario, i singoli piani di assistenza previsti per
ciascuna sede di gara (o Venue, come sono chiamate nel rigoroso
linguaggio burocratico degli organizzatori).
Le continue e complesse riunioni organizzative che si sono
susseguite, la formazione mirata all'evento e l'impegno sinergico
di tutte le forze che hanno operato all'interno del sistema
hanno fatto sì che fosse quindi definito l'organigramma
dei Giochi e "disegnato" l'impegno dei volontari
Anpas; in primo luogo di quelli piemontesi, ma anche, per
specifiche tipologie di servizio, dei volontari provenienti
da altre regioni, quali Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio,
Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria
e Veneto.
La complessità organizzativa e gestionale dell'evento
e la necessità di limitare al massimo le variazioni
sulle composizioni delle squadre all'interno delle singole
"Venue" ha quindi portato alla selezione di complessivi
635 volontari che, suddivisi fra squadre di soccorso a piedi,
squadre di soccorso su pista ed equipaggi delle autoambulanze
dedicate, hanno richiesto l'impegno, per i soli Giochi Olimpici
Invernali, di 3.902 giornate di servizio/uomo, circa 35 mila
ore di assistenza sanitaria complessiva e 535 turni di assistenza
con autoambulanza. Questi servizi riguardano l'assistenza
sui singoli luoghi di gara, l'assistenza sanitaria presso
i Policlinici appositamente predisposti per atleti e delegazioni
e l'assistenza al Media Village, al Medal Plaza ed al Braciere
Olimpico.
Inoltre, la Centrale Operativa Regionale e la Protezione Civile
A.N.P.AS. hanno assicurato, con la presenza operativa del
proprio personale volontario (presente in sede 24 ore su 24
in tutto il periodo olimpico) e relativi mezzi, la pronta
attivazione di due Postazioni Mediche Avanzate (PMA) e di
una Struttura Protetta per l'Infanzia, in caso di attivazione
delle misure di Maxi Emergenza, sotto il coordinamento della
Centrale Operativa 118 della Provincia di Torino.
L'impegno qui evidenziato è stato reso grazie allo
sforzo congiunto prestato da tutte le Associazioni aderenti
che hanno assicurato, unitamente ai servizi quotidianamente
resi di copertura delle Emergenze Sanitarie 118 ed al potenziamento
del sistema stesso, i trasporti sanitari a mezzo autoambulanza
per dialisi, continuazione di cure, trasferimenti interospedalieri,
trasporti per visite ed esami, servizi di accompagnamento
socio-sanitario di persone diversamente abili ed anziani,
unitamente all'accompagnamento scolastico di minori con handicap
psichici e fisici ed ulteriori servizi prestati in convenzione
con le ASR e gli Enti Pubblici Territoriali
I
numeri citati e l'operatività qui descritta testimoniano
ancora una volta la capacità organizzativa del volontariato
Anpas e lo qualificano come parte integrante ed insostituibile
del sistema di assistenza sanitaria connessa ai grandi eventi,
partner del tutto affidabile per le Istituzioni sul territorio
e soggetto capace di rafforzare, con i diversi attori che
in esso operano, le sinergie già in essere creandone
di nuove.
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