Anpas: il percorso di qualità delle Pubbliche Assistenze

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Nel sentire comune le parole verifica, revisione, adempimento sono associate a procedure burocratiche molte volte incomprensibili e, a dirla tutta, antipatiche da svolgere. Ma se accanto a chi deve eseguire obblighi amministrativi, contabili e fiscali c’è qualcuno che guida nel percorso facilitando il compito magari con un semplice schema da seguire, allora ci si rende conto di quanto tali formalità siano fattibili e fondamentali per il corretto e trasparente funzionamento di un ente o di un’organizzazione, anche a tutela dell’operato del consiglio di amministrazione e degli organi sociali.

È quanto è riuscita a fare Anpas, Comitato Regionale Piemonte per le sue pubbliche assistenze grazie al lavoro congiunto dei professionisti ai quali si appoggia per le attività di revisione delle associate: Andrea Nicoletti, Mario Moiso e Domenico Ballor.
Anpas Piemonte – in sintonia con il percorso di qualità stabilito dalla Deliberazione della Giunta Regionale del 15 aprile 2014 sugli accordi regionali per la regolamentazione dei rapporti fra le Asr e le Associazioni di volontariato aderenti all’Anpas Comitato Regionale Piemonte – lavora da diversi anni, anticipando le richieste della Direttiva regionale, alle linee guida sulla valutazione della responsabilità e della trasparenza delle aziende non profit.

Per meglio comprendere il percorso di qualità delle Pubbliche Assistenze inseriamo qui un excursus storico di Mario Moiso, commercialista e consulente di Anpas Piemonte:

«Tutto nacque dalla lungimiranza di alcuni “non addetti ai lavori”, che, nel 1995, riuscirono a coniugare spirito di volontariato e professionalità. È in quell’anno infatti che il rapporto convenzionale tra Aziende Sanitarie Regionali e Organizzazioni di Volontariato aderenti all’Anpas presenti sul territorio piemontese trova un approccio sistemico con la stesura del primo Accordo Regionale per la regolamentazione dei rapporti tra i diversi Enti, ai fini dello svolgimento delle attività di trasporto sanitario di emergenza.

Sin dai suoi esordi l’Anpas piemontese ha individuato la via del rimborso spese documentato, quale percorso obbligato dalla legislazione vigente in materia di volontariato e quale base primaria del reale riconoscimento di tutti i costi sostenuti dalle singole Associazioni.

Con la Dgr 84-25269 del 5 agosto 1998 tali concetti vennero mutuati in un documento cartaceo che, oltre a stabilire i principi cardine dell’accordo, fissò i parametri standard ai quali le singole associazioni dovevano attenersi in sede di convenzionamento sia per quanto attiene alla tipologia dei costi sia e soprattutto in merito alla loro rappresentazione contabile e al loro riconoscimento in sede consuntiva.

Tappa fondamentale fu l’introduzione del concetto di certificazione esterna dei singoli preventivi/consuntivi annuali, espletata per il tramite del coordinamento predisposto dall’Anpas Comitato Regionale Piemonte.

La chiave di volta di tutta l’operazione è stata l’aver trovato dei responsabili sul territorio che hanno deciso di affrontare intelligentemente e coraggiosamente i problemi sul tappeto. In questo modo, alla fine del 1996, l’allora presidente dell’Anpas piemontese – Luciano Dematteis – e alcuni funzionari della Regione Piemonte diedero vita a una commissione che doveva produrre in breve tempo un elaborato accettabile da tutte le parti in causa, un documento che analizzasse sia gli aspetti di principio, sia i metodi di rendicontazione e, in ultimo, i problemi di certificazione.
Il lavoro venne portato a termine in un periodo relativamente breve e diede origine alla Dgr 84-25269 del 5 agosto 1998.
A quel punto l’Anpas predispose un sistema di controllo delle rendicontazioni efficace e coerente con lo scenario che si era venuto a creare.
Anpas iniziò quindi a lavorare parallelamente a chi, in quel momento, incominciò a curarsi della formazione degli addetti delle diverse associazioni sul territorio.
Venne innanzitutto creato uno schema di intervento che doveva necessariamente tener conto delle diverse tipologie di associazioni coinvolte, le quali variavano da piccolissimi gruppi zonali con bilanci che non superavano i 50mila euro annui, fino ad arrivare a delle vere e proprie “imprese sociali” con milioni di giro d’affari, decine di dipendenti e centinaia di volontari.
Tale schema doveva contemporaneamente tutelare la professionalità dei verificatori, le esigenze dell’Ente pubblico erogante e la libertà delle singole associazioni che dovevano mantenere la loro autonomia di bilancio e di attività sottoponendo a verifica solo la parte legata alla rendicontazione dell’attività in convenzione, pur con tutte le difficoltà e i limiti imposti dalle varie normative di riferimento.
Quindi venne inviata a tutti gli Ordini dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili del Piemonte una lettera di “reclutamento” per quanti volessero cimentarsi in tale nuova attività, si fece una selezione degli oltre 300 curricula ricevuti scegliendo i professionisti più giovani, sia per aiutarli in una fase difficile della professione, sia per la probabile maggior “elasticità” mentale ad approcciare un settore nuovo e in evoluzione.
Vennero organizzate delle riunioni di formazione e sottoscritti i contratti fra l’Anpas e ogni singolo professionista che prevedevano il riconoscimento delle spese sostenute e l’applicazione dei minimi tariffari previsti per l’attività di revisione.
Fatte le assegnazioni degli incarichi il gruppo di quaranta professionisti incominciò a lavorare applicandosi alle verifiche su tutto il territorio regionale.
Dal punto di vista professionale, i risultati sono stati notevoli in quanto i professionisti impararono a muoversi in un ambiente per i più nuovo, quello del terzo settore, risolvendo e avvicinandosi a problemi specifici che hanno ampliato lo scenario professionale di tutti; dal punto di vista dell’efficacia, in alcuni casi – e questo grazie, ancora,  all’elevatissima onestà intellettuale della dirigenza Anpas del Piemonte – si arrivò al non riconoscimento di alcune poste descritte in rendicontazione in quanto non conformi a quanto stabilito dall’Accordo regionale o non documentabili, arrivando in alcuni casi fino all’espulsione di associazioni dall’Anpas e alla denuncia presso l’Autorità Giudiziaria dei responsabili delle stesse associazioni
».

In pratica si tratta di una check-list, una lista di controllo continuamente aggiornata per tutti gli obblighi amministrativi, contabili e per gli adempimenti fiscali ai quali sono sottoposte le pubbliche assistenze Anpas nel rispetto delle leggi sul volontariato e delle norme civili e fiscali.
Le nuove schede di revisione, frutto dell’esperienza di anni, sono state da poco presentate al gruppo di studio formato da specialisti del mondo non profit dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ivrea, Pinerolo e Torino riscuotendo non solo interesse, ma anche l’avallo per essere utilizzate anche in ambiti diversi da quello del trasporto socio sanitario.
Uno strumento di lavoro che andrà a beneficio soprattutto delle piccole realtà del non profit, poco o per niente strutturate, per indirizzarle in un virtuoso percorso di crescita, di formazione e di verifica degli adempimenti obbligatori.

Il presidente Anpas Piemonte, Andrea Bonizzoli: «L’Anpas Piemonte ha sempre creduto nell’importanza della corretta tenuta e della trasparenza della contabilità delle associazioni di volontariato. Importanti sono stati negli anni gli investimenti attuati per la formazione dei dirigenti e degli amministratori delle nostre Pubbliche Assistenze per aiutarli e guidarli su questa strada. Grande l’impegno dei consulenti che hanno investito tempo e lavoro costruendo assieme a noi questo percorso “certificato” che ha ricevuto tanti riconoscimenti. Oggi facciamo verifiche periodiche a tutte le nostre associazioni e stiamo investendo sulla responsabilità d’impresa, codice etico e responsabilità delle persone giuridiche come previsto dalla Legge 231/01 nella speranza in qualche anno di riuscire a dotare il maggior numero di nostre associate dei modelli organizzativi, di gestione e controllo».

Grugliasco (To), 14 maggio 2015

 

Luciana Salato – Ufficio stampa ANPAS -Comitato Regionale Piemonte; mob. 334-6237861; tel. 011-4038090; e-mail: ufficiostampa@anpas.piemonte.it; www.anpas.piemonte.it