Col cuore ovunque: ci siamo | Il messaggio del presidente Anpas Pregliasco

Fabrizio Pregliasco virologo e presidente Anpas

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Col cuore ovunque: ci siamo

“Carissime, carissimi stiamo vivendo un momento di emergenza nazionale inedita. Un impegno, quello di  tutti noi (Comitati Regionali, associazioni, volontari e operatori) che da oltre un mese ci ha visto affiancare sin dall’inizio dell’emergenza il nostro intervento con l’attivazione del sistema di protezione civile nazionale ai servizi ordinari e al soccorso. Poi man mano che si sono succedute misure straordinarie emanate dal Governo e dagli enti locali, abbiamo incrementato le nostre attività con l’allestimento delle tende pre-triage negli ospedali e tutti gli altri servizi che ci sono stati richiesti.

Nel contempo, a livello nazionale, abbiamo istituito l’Unità di Crisi Anpas composta dall’ufficio di presidenza, il coordinamento nazionale di protezione civile Anpas e la sala operativa nazionale per cercare di raccogliere le esigenze dei territori e coordinare gli aiuti.

Da virologo in prima linea e da Presidente nazionale, sono consapevole che con questa quarantena forzata molti saranno i disagi che influiranno sulla vita delle nostre organizzazioni e su quelle dei nostri volontari e operatori. Ma noi ci siamo e continiamo ad esserci. Dal Dipartimento di Protezione Civile al Ministero della Salute, siamo in contatto costante con tutte le istituzioni che si stanno adoperando per superare l’emergenza. Ci stiamo attivando a livello nazionale, in rete con le altre forze del Terzo Settore, con specifiche richieste al Governo per poter fronteggiare questa emergenza straordinaria. Abbiamo presentato le nostre istanze ai datori di lavoro affinché consentano ai nostri volontari e volontarie di prestare la loro opera di
soccorso.

A livello nazionale, e con i comitati Regionali, stiamo partecipando in ogni modo a diffondere messaggi e comunicazioni di pubblica utilità accanto ad una reportistica che rende sempre chiaro, e privo di ogni retorica del momento, il nostro impegno. A livello locale ho avuto modo di constatare che, come sempre, le nostre associazioni sono state le prime ad attivarsi con proposte nuove, concrete e capaci di rispondere alle esigenze contingenti provenienti dalle singole comunità anche con servizi alla persona (come la spesa e i farmaci a domicilio) per mantenere viva la comunità solidale come ogni giorno, da oltre 150 anni.

Non possiamo però esimerci dal ricordarci tutti noi (Anpas Nazionale, Comitati Regionali, associazioni, dirigenti, operatori, dipendenti e singoli volontari) il perché stiamo insieme, il perché siamo Anpas anche oltre i doveri imposti dalla legge in materia sanitaria, prescritti dalla Costituzione e dai decreti governativi: il rispetto dei diritti e della dignità delle persone malate, la voglia di essere formati e protetti per fronteggiare questo nuovo nemico, il piacere di stare insieme anche a distanza, la voglia di trovare delle alternative comuni di fronte alle difficoltà, lo sforzo di
comunicare solo notizie vere e verificate da fonti autorevoli, a non fomentare l’odio e diffondere fake news, l’impegno a costruire una comunità solidale.

Nostro primario compito da oltre 150 anni è assistere e portare assistenza a chi ne ha bisogno, che la mission è “l’assistenza rivolta verso “qualcosa”, svolta a fianco di “qualcuno” e sviluppata in modo “pubblico”.

Nella consapevolezza che anche su questa emergenza abbiamo il dovere di proteggere mantenere la credibilità nell’operato dei singoli volontari e dipendenti della nostra associazione, è il momento di proteggerci, di proteggere i nostri cari, di impegnarci anche a distanza per poi agire come una grande comunità e continuare a ingentilire i cuori”.

W l’Anpas
Fabrizio Pregliasco